Fiori sopra l'inferno, Ilaria Tuti

#Fiorisopral'inferno di #ilariatuti è un libro abbastanza complesso, di non facile lettura almeno all'inizio: ho faticato molto ad entrare nella dinamica del racconto e più volte ho pensato di mollarlo.

Come descrive per le pareti dell'Istituto, anche  alle parole del racconto è legato il dolore della storia e dei personaggi; in fondo è una storia di morte e dolore e la scrittrice ha sottolineato molto bene nella fluidità del racconto questo aspetto, quasi ricreando verso la lettura quel senso di repulsione naturale che tutti abbiamo verso la morte, accompagnato dalla curiosità morbosa, tipica dell'essere umano di fronte al macabro, e questo spinge a continuare a leggere.

 

 

Il personaggio di Teresa è la chiave del racconto, è veramente definito nei dettagli, una donna dall'apparenza sgorbutica che per il sol fatto di essere tratata con gentilezza perchè donna, si sente discriminata.

La sua anima è molto matura, ha imparato a convivere con #paura e #disperazione, alimentando una profonda #compassione per se stessa, atteggiamento che la aiuta nell'indagine verso la cattura di questo essere animalesco; lei lo comprende e, l'autrice attraveroso di lei,  ce lo fa vedere come la prima vittima della storia terribile di cui è protagonista, sa che i mostri vedono l'inferno che abbiamo sotto i piedi, mentre tutti noi ci limitiamo a contemplare i #fiori che crescono sul terreno.

 

 

Gli altri protagonisti di questa storia sono i #bambini, Teresa è molto brava a connettersi con la sua bambina #interiore e di nuovo è fenomenale nel capire le dinamiche del gruppo di bambini, leali l'un l'altro e si inserisce in modo naturale nella fiducia di questi esseri fragili del paese di Travenì. Tutto ciò permette di divenire noi lettori consapevoli del legame inversamente proporzionale che esiste tra la preziosità di un'esistenza e il tempo passato sulla terra, facendocelo sentire nel profondo.

 

 

Gli abitanti omertosi, o il collega Marini fanno da sfondo a questa indagine macabra: i primi rappresentano la natura fragile legata all'apparenza che tollera male la coesistenza delle tragedie nella prorpia storia, l'altro è una chiave di volta per il personaggio di Teresa, la prende sul serio, non reagisce ai suoi atteggiamenti sgorbutici difensivi, va oltre e vede la sua anima.

 

 

In conclusione trovo un bel percorso di crescita nella lettura di questo libro, ci aiuta a far coesistere dolore e vita nella stessa comunità, stanza, persona, anima!

 

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23-4-2020
Coronavirus 2020, presentazione progetto "Un the psicologico tra le colleghe"

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17-4-2020
Covid-19, Coronavirus e benessere psicologico

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30-3-2020
Il libro dei baltimore, Joel Dicker

Un bel viaggio nei meandri dell'amore e dell'adolescenza con tutti i loro risvolti drammatici.

Direi che il fil rouge è "il primo amore non si scorda mai"...e ci accompagna nel corso della nostra vita!

Il racconto è tutto un salto tra passato e presente, una serie di flashback che ricordano il thriller nell'intensità della storia e nel suo intreccio; si parte dalla storia di 3 ragazzi che, con le rispettive intemperanza adolescenziali  diventano adulti con le loro scelte da compiere, si passa attraverso gli adulti di oggi che fanno scelte sulla base del passato che hanno avuto, ma non si apprda esattamente nel futuro: il lettore ha la sensazione che ogni strada è possibile avendo rielaborato e  integrato il senso della propria storia.

Trovo molta similitudine con la psicoterapia in questo senso: le strade infinite che si aprono quando la storia della propria vita diventa un punto di partenza piuttosto che la guida incoscia.


Come in ogni psicoterapia c'è una tragedia: nel racconto fa da spartiacque  sottolineando la differenza tra uomini e donne, e come si evolvono: gli uni si ridimensionano nei simboli che avevano acquisito prima, e le altre si rivelano svelando tratti misteriosi e ambigui.

Anche queste evoluzioni sono spesso visibili nei pazienti, rielaborare la propria storia vuol dire abbandonare le difese nevrotiche che mantenevano un equilibrio sintomatologico, per approdare in una realtà ridimensionata e meno definita.

 

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11-2-2020
27 Gennaio....Giornata della Memoria

Avvicinandosi la data del 27 gennaio, storicamente la giornata della memoria, sento molto spesso sottolineare le problematica relativa alla perdita di memoria.

Pian piano i testimoni reduci non ci saranno più, come faremo a ricordare?

Il mio pensiero è che bisogna guardare alle cose silenziose che vengono nutrite in profondità e senza rumore dagli eventi del passato, che vivranno in eterno e si svilupperanno con vigore

E a proposito di nutrimento, Un esempio c'è lo fornisce il cibo, il cui rapporto con la religione è innegabile e differente nei vari contesti religiosi e può essere benissimo l'emblema del nostro mutamento sociale che unisce la tradizione con l'innovazione...per me la più alta forma di integrazione.

Esistono tante mense scolastiche fornite di nutrizionista, che tentano di integrare i vari menu dei bambini, sia rispettando le esigenze di intolleranze alimentari , sia le esigenze religiose.

sono sempre maggiori i venditori di Kebab, non facciamo altro che vedere negozi vegetariani spuntare in città... e la frequentazione di questi posti è veramente variegata: dai ragazzi alle coppie mature... 

un esempio di grande integrazione alimentare e culturale l'ho avuto quando la ragazza che serve il cibo al kebab che spesso frequento, si presenta; si chiama Hannan, ma di fronte ad uno splendido tavolo pieno di verdure fresche e colorate, mi dice di chiamarla anche Anna .... un suo collega la rimprovera invitandola a non far sconti sulla pronuncia....io intervengo dicendo che forse lo ha fatto per agevolarci, visto che la lingua italiana prevede  la lettera H muta, ma che concordo con lui, forse possiamo aspirarla per ponunciare bene il suo nome!

l'alimentazione come tentativo di rispetto dell'alterità: sia di chi "migra", sia di chi "ospita" in tema di disponibilità delle risorse alimentari.

In sintesi, assistiamo a tante discussioni in tema di immigrazione, ospitalità, approdi portuali... e come si dice, fa sempre più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.

Vorrei mettere un pò di luce su questo aspetto e compito del cibo e del modo di guardare ad esso: un esempio silenzioso di stretto intreccio, figlio prodigio di una memoria antisemita...

 

 

 

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27-1-2020